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lunedì 30 agosto 2021

Papa: 'Un infermiere mi ha salvato la vita'


Papa Francesco ha rivelato a proposito della sua recente operazione al colon che "un infermiere gli ha salvato la vita" e che questa è la seconda volta che accade. Il Pontefice lo dice in un'intervista alla radio spagnola Cope che andrà in onda mercoledì prossimo.

In un breve estratto dell'intervista andata in onda oggi, si sente il Papa scherzare sulla sua salute rispondendo - alla domanda 'Come sta?' - che è "ancora vivo" e racconta: "mi ha salvato la vita un infermiere, un uomo con molta esperienza. È la seconda volta nella mia vita che un infermiere mi salva la vita. La prima è stata nell'anno '57".

La prima volta fu una suora italiana che, opponendosi ai medici, cambiò la medicazione che dovevano somministrare al Papa, allora giovane seminarista in Argentina, per curarlo dalla polmonite di cui soffriva, come ha raccontato più volte Francesco. Nell'intervista, secondo quanto ha anticipato Cope, si affrontano le speculazioni sulla salute del Pontefice e persino sulle sue possibili dimissioni - indiscrezione pubblicata da un quotidiano italiano - e alle quali Francesco replica: "Quando un Papa è malato, si alza un vento o un uragano di Conclave". 

Il Pontefice, 84 anni, è stato operato il 4 luglio al Policlinico Gemelli per una stenosi diverticolare con segni di diverticolite sclerosante, intervento in cui gli è stata rimossa una sezione del colon, rimanendo ricoverato per 10 giorni.  Nelle sue apparizioni recenti, il Papa - che il prossimo 12 settembre partirà per un viaggio di quattro giorni che lo porterà Budapest e in Slovacchia - è apparso completamente ristabilito, anche se nell'udienza di venerdì scorso con i parlamentari cattolici ha iniziato il suo discorso scusandosi di non poter parlare in piedi, "ma ancora sono nel periodo post-operatorio e devo farlo da seduto. Scusatemi", ha detto.




martedì 17 agosto 2021

Superate le 500.000 firme per il referendum sull’eutanasia


E’ stato superato il quorum minimo di legge per la celebrazione del referendum per l’introduzione in Italia dell’eutanasia legale promosso dall’associazione Luca Coscioni e dai Radicali. Siamo felici di poter comunicare che ad oggi sono più di 500.000 le persone che hanno firmato il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia, stando alle cifre comunicate al Comitato promotore da parte dei gruppi di raccolta firme ai tavoli (430.000 firme), alle quali si aggiungono oltre 70.000 firme raccolte online e un numero ancora imprecisato di firme raccolte nei Comuni”, hanno annunciato Marco Cappato e Filomena Gallo, copresidenti dell’associazione e del comitato promotore del referendum.

“Nell’esprimere profonda gratitudine per le migliaia di volontarie e volontari che stanno dedicando parte delle proprie vacanze a fornire il servizio pubblico dell’esercizio del diritto al referendum – annunciano Cappato e Gallo- vogliamo sottolineare che la raccolta firme naturalmente prosegue con ancora maggiore forza, con l’obiettivo di raccogliere almeno 750.000 firme entro il 30 settembre in modo da mettere in sicurezza il risultato da ogni possibilità di errori nella raccolta, ritardi della Pubblica amministrazione e difficoltà nelle operazioni di rientro dei moduli. Ad oggi, le firme fisicamente già rientrate al Comitato sono 99.000 delle quali 48.000 già certificate e pronte per la consegna”.




domenica 11 luglio 2021

Minacce dell'Isis, da Draghi a Letta solidarietà a Di Maio


Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime pieno sostegno e profonda solidarietà al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. "La conferenza anti Daesh da lui presieduta è stata un successo. Il Governo resta impegnato nel contrasto al terrorismo", sottolinea Draghi.

"Il Partito Democratico esprime solidarietà al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, oggetto di intimidazioni e minacce intollerabili da parte dell'Isis. A lui va la mia personale vicinanza e quella dell'intera comunità democratica unita nella lotta al terrorismo e alla violenza jihadista". Lo dichiara il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. "L'impegno centrale del nostro Paese nella lotta al terrorismo dell'Isis è un punto saldo e indiscutibile. Solidarietà al ministro Luigi Di Maio per le minacce subite". Lo scrive su Twitter il presidente della Camera Roberto Fico.

Solidarietà a Luigi Di Maio è stata espressa anche dal leader della Lega Matteo Salvini, dalla presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta.

Secondo le notizie riportate da Repubblica sui canali digitali di propaganda jihadista è "apparso un lungo testo di al-Naba, la rivista ufficiale dell'Isis" in cui viene preso in rassegna il discorso pronunciato da Di Maio al vertice anti-Daesh di Roma, organizzato da Italia e Stati Uniti. Nel testo si ripete che "lo Stato islamico prenderà Roma", secondo il quotidiano, che aggiunge come per i nostri servizi non ci sarebbero però "segnali preoccupanti per la sicurezza".

"Non saranno le minacce a fermare l'azione dell'Italia nella lotta al terrorismo. E lo stiamo dimostrando con i fatti". Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Lugi Di Maio, commentando le notizie sulle minacce dell'Isis contro la città di Roma e nei suoi confronti. "Il nostro - ha aggiunto - è un grande Paese, forte e coeso, e la vicinanza che mi avete dimostrato oggi ne è l'ennesima testimonianza. Andiamo avanti uniti".




venerdì 4 giugno 2021

Assegno unico in Cdm, fino a 217 euro a figlio. Chi ne ha diritto


In Cdm arriva il provvedimento ponte per l'assegno unico, che su iniziativa del ministro Elena Bonetti farà partire a luglio la misura per le famiglie che oggi non hanno accesso a sostegni, dagli autonomi e i disoccupati, per poi estendere l'assegno a tutti nel 2022.

Da un minimo di 30 euro a un massimo di 217,8 euro al mese per ciascun figlio. E' la misura ponte per l'assegno unico, valida da luglio a dicembre 2021 per chi non goda già di assegni familiari.

A quanto si legge in una bozza, ne avranno diritto i nuclei fino a 50mila euro di Isee.

Le famiglie con Isee fino a 7000 euro avranno 217,8 euro a figlio se hanno almeno 3 figli. 50 euro in più sono previsti per ciascun figlio disabile. Potrà accedervi chi paghi le tasse in Italia e sia qui residente da almeno 2 anni: sono ammessi cittadini italiani e Ue e titolari di permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca almeno semestrale. 



venerdì 23 aprile 2021

M5s: Rousseau, cambiamo strada, scelta dolorosa ma inevitabile


Divorzio tra L'Associazione Rousseau ed M5s. "'Associazione Rousseau cambia strada. La scelta è dolorosa, ma inevitabile. 

In questi 15 mesi - scrive l'associazione sul Blog delle Stelle - abbiamo sollecitato costantemente la risoluzione delle criticità. Per otto lunghi mesi abbiamo richiesto più volte di condividere un progetto comune con responsabilità e perimetri ben definiti dei ruoli reciproci e abbiamo proposto concretamente un accordo di partnership per rafforzare e chiarire il legame tra Rousseau e il Movimento". Ma stare insieme deve essere una scelta reciproca" e "questo, purtroppo, non si è verificato".

"La democrazia diretta, la partecipazione, il coinvolgimento degli iscritti nelle decisioni - scrive M5s su Facebook - non dipendono dal singolo strumento utilizzato ma dalla volontà del M5S di affidarsi alla democrazia diretta avvalendosi prioritariamente di strumenti digitali. Questa volontà rimane invariata, il nostro cuore pulsante è la democrazia diretta, qualunque sia lo strumento utilizzato". "Le scelte dell'associazione Rousseau evidenziano la volontà di quest'ultima di svolgere una parte attiva e diretta nell'attività politica. Questa volontà è incompatibile con una gestione "neutrale" degli strumenti", aggiunge.

"Il Movimento 5 Stelle, nell'ambito del nuovo progetto politico in corso di definizione, ha pertanto avviato tutte le procedure necessarie per dotarsi degli strumenti digitali necessari ad assicurare la partecipazione degli iscritti al Movimento 5 Stelle ai processi decisionali." 



martedì 30 marzo 2021

Assegno unico, oggi l'ok finale, da luglio 250 euro


La promessa sono i 200-250 euro al mese a figlio a partire da luglio indicati dal presidente del Consiglio Mario Draghi. I fondi a disposizione sono 20 miliardi tra fondi degli aiuti pre-esistenti e nuovi stanziamenti, ma potrebbero aumentare, ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti (Italia Viva).

"Le famiglie italiane devono stare tranquille, non ci perderanno", è il suo impegno, alla vigilia del via libera definitivo al Senato della legge delega sull'assegno unico per i figli a carico, atteso per oggi.

"L'assegno unico e universale - ha spiegato la ministra - è un provvedimento che fa parte del Family Act e consiste in una quota che verrà data a ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, mese dopo mese, maggiorato dal terzo figlio e nel caso anche di bambini disabili. E' per tutti, e la quota dipenderà dal reddito, quindi le famiglie meno abbienti riceveranno di più, e le più ricche avranno solo una quota base". Inoltre, una norma transitoria preannunciata dalla ministra consentirà di non perdere il beneficio anche alle famiglie che hanno detrazioni fiscali per figli di oltre 21 anni.

Finora questo provvedimento è stato accompagnato dalla massima condivisione e approvato all'unanimità alla Camera e alla commissione Lavoro del Senato, tanto che è partita una gara a rivendicarne la paternità. "Dobbiamo prendere atto che un'idea passa dalla Leopolda alla Gazzetta Ufficiale", ha affermato Matteo Renzi. "Il faticoso affinamento delle leggi - gli ha risposto il deputato Pd Stefano Lepri - non si fa con gli effetti speciali delle convention, bensì con passione e pazienza". Lepri , promotore di due proposte di legge nel 2014 e nel 2018, con il capogruppo Dem Graziano Delrio, descrive l'assegno unico come un "merito principale (non esclusivo) del Pd" e "una grande riforma di iniziativa parlamentare".



lunedì 15 marzo 2021

Letta eletto segretario Pd: "Serve nuovo partito"


"Saluto e ringrazio Zingaretti per avermi cercato. Siamo amici e lavoreremo insieme". Lo ha detto Enrico Letta, aprendo l'assemblea dem che lo ha eletto segretario con 860 sì, 2 no e 4 astenuti. "Vorrei che oggi la discussione non si chiudesse, ma iniziasse - ha sottolineato -. So che non vi serve un nuovo segretario, ma vi serve un nuovo Pd".

"Lunedì presenterò un vademecum di idee da consegnare al dibattito dei circoli per due settimane. Ne discutiamo insieme e poi facciamo sintesi in una nuova assemblea", ha sottolineato.

"Lo stesso fatto che sia qui io e non una segretaria donna - ha evidenziato Letta - dimostra che esiste un problema" sulla parità di genere. "Io metterò al centro" il tema delle donne: è "assurdo" che sia un problema.

"Dobbiamo pensare che abbiamo vinto e governato quando abbiamo fatto coalizione. Quando siamo andati per conto nostro abbiamo perso. 1996 e 2006, eravamo guidati da Prodi. La coalizione è fondamentale: io ci credo. Ad aprirsi ci si guadagna sempre. Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra, su iniziativa e leadership del Pd. Parlerò nelle prossime settimane parlerò con tutti. L'incontro col 5 Stelle guidato da Conte lo dobbiamo fare, sapendo che non sappiamo ancora come sarà quel M5s. Arriveremo con rispetto a ambizione".

Tornando sulla sua candidatura, Letta ha spiegato: "Non arriva qui un segretario che arriva qui sulle ali dell'esaltazione di quelli che lo osannano. Ho ricevuto più messaggi in pochi giorni che in sette anni, ma la vita è fatta così. Io sono qui per fare le cose. E citando Nino Andreatta: 'Non c'è nulla di più sovversivo della verità' ".



giovedì 18 febbraio 2021

Governo, fiducia Draghi al Senato: 262 i voti a favore, 40 i contrari.

Il Senato accorda la fiducia al governo guidato da Mario Draghi con 262 voti a favore, 40 contrari e due astenuti. Hanno espresso la propria preferenza 304 senatori su 305 presenti, con la maggioranza fissata a quota 152. Giovedì si replicherà alla Camera e il nuovo governo sarà nella pienezza delle sue funzioni.

Nonostante la maggioranza ampia, di ben 101 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta fissata a 161, l'ex numero uno della Bce non batte il primato raggiunto da Mario Monti nel 2011 con 281 voti a favore.

E' stata una giornata storica per il neo presidente del Consiglio, che ha debuttato in Parlamento pronunciando a Palazzo Madama il suo discorso programmatico. Con due sfide prioritarie: guerra alla pandemia e ricostruzione del Paese, "come nel Dopoguerra".

A votare contro il governo Draghi sono stati 15 senatori del M5s, mentre otto erano assenti e non hanno partecipato al voto. I dissidenti sono Granato, Gianuzzi, Lamura, Lanutti, Lezzi, Mantero, Mininno, Moronese, Morra, Ortis, Abate, Angrisani, Corrado, Crucioli, Di Nitto. Secondo il regolamento del Senato, che prevede dieci senatori per la costituzione del gruppo parlamentare, i contrari pentastellati hanno raggiunto il numero per crearne uno. Devono però risolvere il problema del collegamento col simbolo elettorale. In aggiunta, fra i contrari, figurano anche i 19 parlamentari di Fratelli d'Italia, tutti i componenti del gruppo a Palazzo Madama, come annunciato.

Tra i senatori che hanno votato figura anche il parlamentare del Gruppo Misto Lello Ciampolillo. Alla prima chiama quest'ultimo era risultato assente, provocando molta ironia fra i presenti.



sabato 13 febbraio 2021

Il giuramento di Mario Draghi e dei 23 ministri: governo operativo.

Il governo di Mario Draghi e i 23 ministri hanno giurato al Quirinale nelle mani del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. L'esecutivo è nelle sue funzioni.

Draghi e tutti i ministri hanno recitato di fronte al Capo dello Stato la seguente formula: "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione".

Poi il presidente del Consiglio è andato a Palazzo Chigi accolto, nel cortile, dal picchetto d'onore composto da diverse armi.

Giuseppe Conte ha passato, quindi, la campanella a Mario Draghi, nella tradizionale cerimonia che segna il passaggio di consegne. Con il passaggio della campanella il nuovo presidente del Consiglio si insedia ufficialmente alla guida del governo.

Molti i politici, tante le conferme. Ma ai tecnici vanno tutti i ministeri chiave. La nuova squadra di ministri, che registra anche un terzo di donne, è formata e dà spazio a tutti i partiti dell'ampia maggioranza che sostiene l'esecutivo, con - appunto - figure di fiducia del premier in dicasteri chiave. Il premier sale al Colle alle 19 e dopo quaranta minuti di colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglie la riserva. Come le regole vogliono, poi esce dallo studio del capo dello Stato e legge i 23 nomi. Asciutto nello stile, non aggiunge alcun commento davanti alle telecamere. Solo lasciando il Quirinale si lascia andare per un attimo: "In bocca al lupo", risponde ai fotografi che lo attendono sommergendolo di flash.

Ecco tutti i ministri del governo Draghi: 

1) Daniele Franco all'Economia
2) Giancarlo Giorgetti ministro Sviluppo economico
3) Roberto Speranza alla Salute
4) Cingolani all'Ambiente Transizione ecologica
5) Luigi Di Maio ministro degli Esteri 
6) Marta Cartabia alla Giustizia
7) Renato Brunetta alla Pubblica Amministrazione 
8) Andrea Orlando al Lavoro
9) Luciana Lamorgese agli Interni 
10) Erika Stefani alle Disabilità
11) Vittorio Colao all'Innovazione tecnologica
12) Patrizio Bianchi all'Istruzione
13) Dario Franceschini alla Cultura
14) Federico D'Incà ai Rapporti con il Parlamento
15) Massimo Garavaglia al Turismo
16) Elena Bonetti pari Opportunità
17) Mara Carfagna ministro al Sud e Coesione 
18) Lorenzo Guerini alla Difesa
19) Maria Stella Gelmini alle Autonomie
20) Dadone alle Politiche Giovanili
21) Stefano Patuanelli all'Agricoltura
22) Enrico Giovannini alle Infrastrutture
23) Cristina Messa all'Università


mercoledì 3 febbraio 2021

Mattarella convoca Mario Draghi al Quirinale.

Mario Draghi per affrontare una drammatica crisi di governo. Il presidente della Repubblica ha convocato l'ex presidente della Bce per oggi alle 12 al Quirinale dopo aver richiamato tutte le forze politiche alla responsabilità, chiedendo di sostenere un governo di unità nazionale.

L'alternativa sarebbero solo elezioni anticipate, lasciando tuttavia il Paese per un lungo periodo nell'incertezza, ha detto il capo dello Stato. Il presidente della Repubblica dopo aver registrato il fallimento del mandato esplorativo del presidente della Camera Roberto Fico ha osservato che a questo punto esistono due vie: quella di un incarico o del voto.

Ma ha anche osservato che la crisi sanitaria ed economica "richiede un governo nella pienezza delle sue funzioni e non un governo con l'attività ridotta al minimo".. "Dallo scoglimento delle Camere del 2013 - ha osservato - sono trascorsi 4 mesi" per un governo, nel 2018 "5 mesi". Si tratterebbe di tenere il nostro Paese con un governo senza pienezza delle funzioni in mesi cruciali. Tutte queste preoccupazioni sono ben presenti ai nostri concittadini, che chiedono risposte urgente". Per questo Conto di "conferire al più presto incarico per formare governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili", un incarico "ad alto profilo", ha osservato il capo dello Stato. 

Immediata la presa di posizione di M5s, che attraverso il capo politico Vito Crimi annuncia che "già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l'unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi. Una tale tipologia di esecutivi è già stata adottata in passato, con conseguenze estremamente negative per i cittadini italiani". 



sabato 30 gennaio 2021

Governo, mandato esplorativo a Fico. Riferisce martedì.

Incarico esplorativo a Roberto Fico che riferirà al Colle martedì. E' l'esito del giro di consultazioni del capo dello Stato conclusosi dopo l'apertura della crisi da parte di Iv e le dimissioni del presidente Conte. "Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia".

Mi ha dato un incarico esplorativo "volto a verificare la prospettiva di una maggioranza parlamentare a partire dai gruppi che sostenevano il precedente governo", ha detto il presidente della Camera Roberto Fico dopo il colloquio con il presidente Sergio Mattarella. "Nei prossimi giorni sarò impegnato nel confronto con gli esponenti di queste forze politiche. Il momento è molto delicato per il Paese, siamo chiamati ad affrontarlo con la massima responsabilità per dare risposte urgenti che i cittadini attendono".

Le consultazioni del presidente della Camera Fico inizieranno nel pomeriggio di domani, 30 gennaio. Il calendario sarà reso noto stamattina.

Le emergenze del Paese - ha detto Mattarella prima della convocazione del presidente della Camera al termine del terzo giorno di consultazioni - "possono essere fronteggiate soltanto attraverso l'utilizzo rapido ed efficace delle grandi risorse predisposte dall'Ue. Com'è evidente le tre emergenze sanitaria, sociale, economica, richiedono immediati provvedimenti di governo"."E' doveroso - ha detto il capo dello Stato - dar vita presto a un governo con un adeguato sostegno parlamentare" in un "momento così decisivo". "E' emersa la prospettiva di una maggioranza politica composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente. Questa possibilità va peraltro doverosamente verificata", ha detto il capo dello Stato. 



lunedì 25 gennaio 2021

Di Maio: 'O si trova la maggioranza o meglio andare a votare'

"O nei prossimi giorni si trova la maggioranza, altrimenti sono il primo a dire che stiamo scivolando verso il voto". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mezz'ora in più su Rai3. "Solo che in tempi normali si poteva votare anche ogni anno, in questi tempi ci giochiamo Recovery, vaccini e futuro della ripresa economica", ha aggiunto.

Ma "se non ci sono i voti adesso non ci sono neanche per il Conte ter. Se da Italia Viva "non si ritira la sfiducia non ci saranno presupposti per il dialogo", ha proseguito Di Maio."Se ci sono forze politiche che si vogliono avvicinare a questo governo ben venga - ha concluso - ma se dev'essere qualcosa di raccogliticcio sono il primo a dire andiamo al voto". Sulla relazione Bonafede "il voto è un voto sul governo". 

Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mezz'ora in più su Rai3. E' un atto che riguarda tutto il governo" e il M5s "non sarà - prosegue - né donatore di sangue né di organi per questo governo". Nel Movimento, ha concluso, "non siamo mai stati così compatti, siamo un monolite". "Se il tema è riparlare con Renzi, Conte è stato chiaro" sul fatto che non avrebbe più fatto parte della maggioranza "e noi tra Conte e Renzi scegliamo Conte" precisa Di Maio.



mercoledì 20 gennaio 2021

Governo: fiducia stretta per Conte in Senato, ora incognita fase 2

"Il Governo ottiene la fiducia anche al Senato. Ora l'obiettivo è rendere ancora più solida questa maggioranza. L'Italia non ha un minuto da perdere. Subito al lavoro per superare l'emergenza sanitaria e la crisi economica. Priorità a piano vaccini, Recovery Plan e dl ristori". Lo scrive in un tweet il premier Giuseppe Conte. 

Niente maggioranza assoluta in Senato ma 156 voti favorevoli alla fiducia consentono al governo di andare avanti, per il momento. I no sono 140, 16 gli astenuti. Il verdetto dell'Aula di Palazzo Madama arriva segnato dalla polemiche. Il presidente Casellati blocca il voto: l'ex 5S Ciampolillo e Nencini arrivano sul filo e riescono a votare, a sostegno del governo, solo in extremis. 

Protestano Lega e FdI, che annunciano si appelleranno al Colle. Italia Viva conferma l'astensione, in segno di "disponibilità", seppure a tempo, a discutere ancora con la maggioranza. E' "probabile" che questa mattina si svolga un vertice di maggioranza, dopo il voto sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte che si sono svolte ieri alla Camera e oggi al Senato. Lo si apprende da fonti qualificate di maggioranza.



martedì 19 gennaio 2021

Addio a Emanuele Macaluso, storico dirigente comunista

Fino all'ultimo Emanuele Macaluso, morto stanotte a 96 anni, ha mantenuto uno sguardo curioso sul mondo. Era sorprendentemente sul pezzo. Ancora la settimana scorsa, dal letto d'ospedale, chiedeva della crisi di governo. La politica è stata la sua dannazione. "E al giornale, che si dice?", domandò, con un filo di voce. A Natale aveva avuto un problema al cuore, che sembrava risolto, ma la notte prima di lasciare la clinica era caduto. Lo incoraggiai a tenere duro. "Ma cosa vuoi, ho quasi cent'anni", rispose lapidario. Che tutto stesse per finire lo indispettiva. Aveva amato moltissimo la vita, affrontata con lo stesso gusto con cui si addenta una mela. "Voglio andarmene nel sonno", aggiunse.

Ogni mattina si svegliava alle sei, leggeva il pacco di quotidiani comprati all'edicola della piazza di Testaccio, quindi, dopo la passeggiata sul Lungotevere, dettava all’ex giornalista dell’Unità Sergio Sergi il commento scritto a mano sul tavolo della cucina. Sergi lo postava materialmente sulla pagina Facebook Em.Ma in corsivo. Una rubrica di successo. A Macaluso però non importavano i riscontri. Non aveva nemmeno un computer. “Se non scrivo i miei pensieri mi sento morire”, mi raccontò una volta, seduto nel salotto del piccolo appartamento ingombro di libri. “Togliatti una volta mi spiegò: un uomo politico che non scrive è un politico dimezzato”.  Il primo pezzo uscì nel 1942 sull'Unità allora clandestina: una denuncia delle condizioni di lavoro degli zolfatari nisseni. Macaluso aveva 18 anni.



giovedì 14 gennaio 2021

sabato 28 novembre 2020

Coronavirus: Verso Natale con Regioni blindate e ristoranti chiusi

Ristoranti chiusi a Natale e Santo Stefano, coprifuoco alle 22 anche a Capodanno, Regioni blindate. Il Natale del Covid prende forma tra le pieghe della discussione del governo sul nuovo dpcm.

Le decisioni non sono blindate, anche perché le opinioni su alcune delle norme divergono: un nuovo passaggio sarà fatto con il Cts e con le Regioni, oltre che nel governo. Ma al termine di un vertice fiume del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, sembra prevalere la linea di chi vuole blindare il Natale, per limitare i rischi della terza ondata.

E quindi: spostamenti tra le Regioni solo per i residenti, chiusura di bar e ristoranti alle 18, orari prolungati per i negozi per evitare assembramenti ma con coprifuoco rigido alle 22, anche nelle vigilie di Natale e Capodanno.



venerdì 27 novembre 2020

Scostamento bilancio, ok Camera e Senato, c.destra vota a favore

Il Parlamento approva quasi all'unanimità il quarto scostamento del bilancio dall'inizio della pandemia, liberando così circa otto miliardi di euro necessari per finanziare nuove misure a favore del rinvio delle tasse e privilegiando chi ha subito un calo di fatturato. Un voto bipartisan in un clima di convergenza e di dialogo, come auspicato dal Colle, grazie alla rinnovata unità, raggiunta a fatica dal centrodestra dopo giorni di tensione.

Alla fine tra l'area moderata di Forza Italia e l'ala leghista più intransigente, passa la linea 'berlusconiana' del via libera unitario. Un esito al quale Berlusconi lavorava da settimane, promosso anche da FdI e poi cavalcato anche da Matteo Salvini, che, seppure tra qualche mal di pancia interno, si trova comunque leader - a suo dire - di un'opposizione unita e coesa. Ma anche responsabile e credibile, attenta alle esigenze degli autonomi e delle partite Iva, elettorato tradizionalmente vicino alla Lega. 

Detto questo in serata, Berlusconi calca la mano parlando di "un primo passo nella strada giusta di unire le forze contro la pandemia", quella della "collaborazione istituzionale", che recepisce "l'appello del Capo dello Stato". Ma va oltre, definendo l'opposizione "un'alternativa responsabile alla guida del Paese". Un voto bipartisan salutato dal premier Giuseppe Conte, come un "ottimo segnale in questo momento di particolare difficoltà per il Paese". Soddisfatto anche Nicola Zingaretti: "L'Italia che si unisce sulle cose da fare in questa drammatica emergenza è una buona notizia".

Soddisfazione anche dai 5stelle che comunque,così come fa il centrodestra, prende le distanze da qualunque ipotesi di una possibile integrazione nella maggioranza di Forza Italia. La sintesi arriva alla fine di una giornata convulsa. 



lunedì 26 ottobre 2020

Covid: nuovo Dpcm firmato da Conte, in vigore da oggi

"Gli ultimi dati epidemiologici che abbiamo analizzato non ci possono lasciare indifferenti. L'analisi segnala una rapida crescita con la conseguenza che lo stress sul sistema sanitario nazionale ha raggiunto livelli preoccupanti", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi. "Dobbiamo fare il possibile per proteggere salute ed economia. Di qui la necessità di misure più restrittive, che entreranno in vigore questa sera fino al 24 novembre".  

"La chiusura di teatri, sale concerto e cinema è stata una decisione particolarmente difficile, tra le altre", ha detto ancora il premier. "L'obiettivo è chiaro, vogliamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica perché solo così riusciremo a gestire la pandemia senza rimanerne sopraffatti. Ma questo significa offrire risposta efficiente e cure adeguate a tutti i cittadini e scongiurare lockdown generalizzato, il paese non può piu permetterselo". "Non abbiamo introdotto il coprifuoco, non è una parola che amiamo ma raccomandiamo di muoversi solo per motivi di lavoro, salute studio e necessità. e di non ricevere a casa persone che non siano del nucleo familiare". 

"L'Italia è un grande paese, l'abbiamo dimostrato la scorsa primavera, ce l'abbiamo fatta nella prima fase e ce la faremo anche adesso", ha spiegato Conte sottolineando che le misure prese adesso servono per evitare di chiudere tutto per Natale. "Riusciremo così ad affrontare dicembre e le festività natalizie con maggiore serenità". "I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell'Agenzia delle Entrate". 



giovedì 15 ottobre 2020

Morta Jole Santelli, la presidente della Regione Calabria

E' morta la presidente della Regione Calabria Jole Santelli, 52 anni, la notte scorsa nella sua abitazione, a Cosenza. Secondo quanto si è appreso, la 'pasionaria' azzurra avrebbe avuto un malore. La presidente da anni era malata di cancro. Ieri aveva avuto incontri politici a Cosenza. Prima donna presidente della Regione Calabria, la Santelli era stata proclamata il 15 febbraio 2020. 

I funerali di Jole Santelli si svolgeranno domani pomeriggio alle 16.30 nella chiesa di San Nicola a Cosenza. La camera ardente sarà allestita nella stessa chiesa - che si trova nelle vicinanze del Comune - e sarà aperta alle 10.30.

La Santelli, di Forza Italia, prima di diventare presidente della Regione, è stata deputata. La prima elezione alla Camera nel 2001. Nella sua carriera politica è stata sottosegretaria al ministero della giustizia dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi II e III, nonché sottosegretaria al Ministero del lavoro e delle politiche sociali da maggio a dicembre 2013 nel Governo Letta. Laureata all'Università La Sapienza di Roma, era iscritta a Forza Italia dal 1994. E' stata la sorella, stamani, a scoprire che Jole Santelli era morta.

"Una perdita dolorosa! La scomparsa di Jole Santelli è una ferita profonda per la Calabria e per le Istituzioni tutte. Il mio pensiero commosso e le più sentite condoglianze ai suoi familiari". Così il premier Giuseppe Conte su twitter.



venerdì 18 settembre 2020

Commissione Antimafia: 13 i candidati impresentabili Regionali

Sono tredici in tutto i candidati impresentabili alle prossime elezioni regionali (undici per il codice di autoregolamentazione e due per la legge Severino). Nove sono in Campania, tre in Puglia e uno in Valle d'Aosta. Liste pulite invece in Veneto, Liguria, Toscana e Marche. E' quanto emerge dalle considerazioni della Commissione parlamentare antimafia, in base alle verifiche disposte attraverso la Direzione nazionale antimafia. Tra i reati per cui sono imputati o condannati i candidati anche associazione mafiosa, riciclaggio e peculato. 

Sono 13 i candidati alle prossime elezioni regionali stoppati dalla commissione bicamerale antimafia guidata da Nicola Morra. Negli accertamenti - ha precisato quest'ultimo - sono stati presi in esame solo i carichi pendenti e le sentenze inseriti nella legge Severino e nel codice di autoregolamentazione. 

In Campania - Sono 9 i nomi che non hanno superato le verifiche sui requisiti per la candidabilità, 5 a sostegno del governatore uscente Vincenzo De Luca e 4 in appoggio allo sfidante Stefano Caldoro. Ecco i nomi: Aureliano Iovine, (Lista Liberaldemocratici Campania), imputato per associazione a delinquere di stampo mafioso; Carlo Iannace (lista De Luca Presidente) condannato per peculato; Sabino Basso (lista Campania libera- De Luca Presidente) imputato per riciclaggio; con processo a carico per lo stesso reato anche Michele Langella (lista Campania in Europa, a sostegno di De Luca); Francesco Plaitano ("Partito Repubblicano Italiano", per Vincenzo De Luca) con una condanna pendente per estorsione. 

Nello schieramento di Caldoro, invece, sono 4 gli impresentabili: Orsola De Stefano (nella lista Lega Salvini Campania), imputata di concussione; Maria Grazia Di Scala (Forza Italia Berlusconi con Caldoro), imputata anche lei di concussione; Monica Paolino  (Forza Italia Berlusconi con Caldoro), imputata di scambio elettorale politico-mafioso; Francesco Silvestro (Forza Italia Berlusconi con Caldoro), imputato di concussione.

In Puglia - In Puglia sono tre i candidati al consiglio regionale individuati dalla commissione Antimafia: due candidati nelle liste dell'uscente Michele Emiliano e uno a sostegno del candidato di estrema destra Franco Piero Antonio Bruni. Di seguito i nomi: Raffaele Guido (nella lista di destra estrema Fiamma Tricolore), imputato di vari reati tra cui tentata violenza privata, lesioni aggravate e minaccia, aggravati dal fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose; Silvana Albani (lista Puglia Solidale Verde in sostegno di Emiliano), imputata dei reati di falsa perizia, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, e corruzione in atti giudiziari, aggravati dal fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose; Vincenzo Gelardi (candidato in Partito del Sud Meridionalisti Progressisti), imputato più volte per trasferimento fraudolento di valori aggravati dal fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose.

Il candidato valdostano - L'unico candidato problematico in Valle d'Aosta è Augusto Arduino Rollandin, sospeso perché condannato per il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio.