sabato 15 maggio 2021

Cina annuncia: "Il rover Zhurong è arrivato su Marte in sicurezza"


La sonda cinese Tianwen-1 ha toccato la superficie di Marte. Lo riferiscono i media cinesi. Tianwen-1, la prima esplorazione interplanetaria della Cina, ha completato "con successo" le procedure di atterraggio posando "in sicurezza" il rover Zhurong sulle dune di Utopia Planitia, hanno riferito i media statali, dalla Cctv alla Xinhua.
 
Ci sono voluti tre mesi di preparativi passati in orbita attorno al pianeta rosso. Poi le operazioni di atterraggio: dopo circa 8 minuti dall'ingresso nell' atmosfera marziana, la sonda è sopravvissuta ai cosiddetti "sette minuti di terrore" o ai "nove minuti di ignoto", in cui non è possibile ricevere dalla Terra i segnali in diretta a causa del naturale ritardo delle comunicazioni. Il rover ha  toccato la superficie poco dopo le 7:00 locali (l'1:00 in Italia).

La riuscita dell'operazione è stata confermata dalla China National Space Administration (CNSA), l'agenzia spaziale cinese, secondo cui i mezzi hanno mantenuto, come da previsioni, i contatti con la Terra. Il rover, alimentato a energia solare e del peso di 240 chilogrammi,  ha sei carichi utili scientifici - tra un paio di telecamere di navigazione e un'altra multispettrale,  un rilevatore di ioni, un radar penetrante, un magnetometro e una stazione climatica - allo scopo di studiare la topografia, la geologia, la struttura del suolo, i minerali, i tipi di roccia e l'atmosfera nell'area.

La sonda Tianwen-1 ha permesso alla Cina di diventare la terza nazione ad aver realizzato un'impresa del genere, dopo Russia e Stati Uniti: l'approdo su Marte è avvenuto il 295.mo giorno del suo viaggio dopo il lancio tramite un razzo Long March-5 dalla base di Wenchang nella provincia di Hainan, avvenuto il 23 luglio 2020. Il successo della missione fa da contraltare al razzo finito fuori controllo poi finito nell'Oceano Indiano ma che per qualche giorno ha tenuto il mondo (Italia compresa) col fiato sospeso.



venerdì 14 maggio 2021

Italia è "overshoot day": esaurite le risorse naturali per il 2021


Per quest'anno l'Italia ha già esaurito le risorse naturali a sua disposizione e per il resto del 2021 proseguirà "in debito" con la Terra. Il Global footprint network, che calcola l'impronta ecologica di ciascun Paese e quello globale (nel 2020 è caduto il 22 agosto) indica che l'"overshoot day" per il nostro Paese è giovedì 13 maggio: l'anno scorso era stato il 14 maggio e due anni fa il 15.

Anche se a livello mondiale la data fissata è quella del 5 giugno, in occasione della Giornata dell’Ambiente, quest’anno all’Italia tocca fare i conti con il suo impatto sulla Terra con largo anticipo. Ma comunque sia, il vero dato preoccupante è che a livello globale l’umanità ha esaurito il “budget” di risorse di un intero anno.

Secondo le stime, nonostante la pandemia, nel 2021 l’umanità ha vissuto come se avesse a disposizione 1,6 pianeti come la Terra. E per quanto riguarda l’Italia, i dati non sono affatto confortanti. Per arrivare alla fine del 2021, mantenendo i nostri ritmi di consumo, servirebbero le risorse di circa 2,7 Terre. 

L’overshoot day di ogni singolo Paese si calcola confrontando l’impronta ecologica dei suoi cittadini, ovvero la quantità terrestre e acquatica che serve a ogni individuo per produrre tutte le risorse consumate, con la biocapacità globale, cioè la capacità della Terra di rigenerare le sue risorse naturali. Da questo calcolo emerge che gli italiani avrebbero bisogno di un territorio grande tre volte l’Italia per produrre le risorse necessarie per soddisfare i loro consumi: soltanto il Giappone ha registrato un dato peggiore di quello nostro. 

Il giorno del sovrasfruttamento dell'Italia quest'anno è lo stesso del Portogallo, ma è successivo a quello di tanti altri Paesi industrializzati. Il primo del 2021 è stato in Qatar (9 febbraio), a marzo è stato per Emirati Arabi Uniti (il 7), Canada e Stati Uniti (il 14), in aprile ha riguardato, tra gli altri, Corea (5), Singapore (10), Israele (16), Russia (17) e maggio Germania (5), Giappone (6), Francia (7). A giugno sarà la volta della Cina (7), mentre l'ultimo overshoot day riguarderà l'Indonesia il 18 dicembre. Non si sa ancora quando cadrà quello globale ma si stima in agosto.



giovedì 13 maggio 2021

Al via i primi test sull'uomo per lo spray nasale anti Covid


Partirà alla metà di maggio l'arruolamento per il primo studio sull'uomo che valuterà l'efficacia di uno spray nasale nel trattamento di pazienti Covid-19 con un quadro clinico lieve. La sperimentazione, che sarà condotta presso il Policlinico San Martino di Genova, ne verificherà su 57 pazienti la sicurezza e l'efficacia a ridurre la carica virale nelle alte vie respiratorie, cosa che potrebbe rivelarsi utile nel prevenire sintomi più gravi.

Il meccanismo di azione dello spray AOS2020 si fonda sull'azione di lavaggio di una soluzione coadiuvata dalla potente efficacia antimicrobica dell'acido ipocloroso, che è in grado di rimuovere e uccidere in meno di un minuto virus e batteri, incluso il Sars-CoV-2 anche nelle sue diverse mutazioni, come dimostrato in vitro da uno studio dell'Institute for Antiviral Research dell'Utah State University. L'acido ipocloroso è una sostanza prodotta dalle cellule del nostro sistema immunitario per combattere le infezioni. Questa è stata resa pura e stabile grazie a una nanotecnologia sviluppata dall'azienda Applied Pharma Researchche (Apr), che la 'intrappola' in una soluzione acquosa rendendola veicolabile sull'uomo. Prodotti simili sono già utilizzati da diversi anni in altre indicazioni.

"Lo studio clinico randomizzato valuterà se la soluzione spray, usata per irrigare, idratare e pulire le mucose nasali 3 o 5 volte al giorno a intervalli regolari, sia sicura ed efficace in pazienti positivi a Sars-CoV-2 con pochi sintomi, in aggiunta alle terapie standard, per ridurre la carica virale nel naso - spiega Giancarlo Icardi, ordinario di Igiene e responsabile della sperimentazione - Diminuire la quantità di virus presente nel naso potrebbe infatti prevenire l'insorgenza di sintomi più gravi e migliorare il decorso della malattia nella fase iniziale, riducendo anche la probabilità di trasmissione del virus anche ad altri soggetti". "Anche se il vaccino rimane la prima scelta nella lotta alla pandemia, questo dispositivo medico, semplice da usare ed economico, potrebbe fornire un ulteriore livello di protezione, particolarmente indicato per ambienti ad alto rischio come i mezzi di trasporto pubblico, negozi e scuole", dichiara Paolo Galfetti, Ceo di APR.



martedì 11 maggio 2021

Gli anticorpi in chi ha preso il virus durano fino a 8 mesi


Gli anticorpi neutralizzanti del virus Sars-CoV-2 persistono nei pazienti fino ad almeno otto mesi dopo la diagnosi di Covid-19, indipendentemente dalla gravità della malattia, l'età dei pazienti o la presenza di altre patologie. Chi non riesce a produrli entro i primi 15 giorni dal contagio, invece, è a maggior rischio di sviluppare forme gravi. Sono i risultati dello studio condotto dall'Ospedale San Raffaele di Milano con l'Iss.

Lo studio è stato condotto seguendo nel tempo 162 pazienti positivi al SarsCoV2 (di cui il 67% maschi e un'età media di 63 anni), con sintomi di entità variabile, che si sono presentati al pronto soccorso del San Raffaele durante la prima ondata della pandemia.

I primi campioni di sangue sono stati raccolti a marzo-aprile 2020, mentre gli ultimi a fine novembre 2020. Il 57% dei malati studiati soffriva di una seconda patologia, oltre al Covid-19 al momento della diagnosi: ipertensione (44%) e diabete (24%) le più frequenti. Su 162 pazienti, 134 sono stati ricoverati.

Si è così visto che la presenza degli anticorpi neutralizzanti, pur riducendosi nel tempo, è risultata molto persistente: a otto mesi dalla diagnosi erano solo tre i pazienti che non mostravano più positività al test, e questo indipendentemente dall'età dei pazienti o dalla presenza di altre patologie. Il 79% dei malati arruolati ha prodotto questi anticorpi entro le prime due settimane dall'inizio dei sintomi.

"I pazienti incapaci di produrre anticorpi neutralizzanti entro la prima settimana dall'infezione - spiega Gabriella Scarlatti, coordinatrice della ricerca - andrebbero identificati e trattati precocemente, in quanto ad alto rischio di sviluppare forme gravi di malattia". Dai dati analizzati i ricercatori hanno anche verificato che la riattivazione degli anticorpi pre-esistenti per i coronavirus stagionali (come quelli del raffreddore) non rallenta la produzione degli anticorpi specifici per il SarsCoV2 e non è associata ad un maggior rischio di forme gravi di Covid-19.

I risultati di questo studio "ci danno due buone notizie - conclude Scarlatti -. La prima è che la protezione immunitaria data dall'infezione persiste a lungo. La seconda è che la presenza di una pre-esistente memoria anticorpale per i coronavirus stagionali non costituisce un ostacolo alla produzione di anticorpi contro il SarsCoV2". Il prossimo passo sarà capire se queste risposte efficaci si mantengono anche con la vaccinazione e contro le nuove varianti circolanti.



Barzelletta dell' 11 - 05 - 2021




lunedì 10 maggio 2021

Barbara D'Urso: chiude per sempre Domenica Live


Barbara D'Urso fino a un paio d'anni fa volto tra i più rappresentativi di Canale 5, si trova a dover fare i conti con un ridimensionamento drastico. Dopo la chiusura anticipata di Live-Non è la D'Urso, il suo talk show della domenica sera, ora la scure dei vertici Mediaset si abbatte anche su quello che dal 2012 è un appuntamento fisso per diversi milioni di italiani. Sembra infatti ormai certe che le prossime tre saranno le ultime settimane di vita di Domenica Live, il programma della domenica pomeriggio condotto da Barbara D'Urso. 

Quella del 28 maggio sarà l'ultima puntata anche di Pomeriggio Cinque, trasmissione che va in onda ogni pomeriggio dal lunedì al venerdì dal 2008 e di cui Carmelita è l'anima indiscussa. Per questo programma dovrebbe trattarsi soltanto di un arrivederci a settembre: con il rientro dalla pausa estiva, il pomeriggio di Canale 5 vedrà ancora il volto della conduttrice napoletana entrare nelle case di milioni di telespettatori. Dovrebbe, perché ancora nulla è deciso e potrebbe arrivare a sorpresa anche la chiusura di Pomeriggio Cinque.

Con la cancellazione di "Live-Non è la D'Urso" prima - anche se la conduttrice durante l'ultima puntata aveva assicurato: "Chiudiamo in anticipo adesso, ma torneremo in autunno" - un segnale forte era stato dato. Bilanciato, però, dall'allungamento di Domenica Live che aveva fatto tornare il programma alla versione originale: tutta la domenica pomeriggio, in concorrenza con Venier prima e Fialdini poi su Raiuno. Il problema rimane. E non è rappresentato dagli orari. Bensì dalla formula del programma. Gli opinionisti sono sempre i medesimi e spesso propinano anche sempre gli stessi concetti ormai noti e retorici, gli ospiti sono ormai figure logore dal punto di vista televisivo e spesso persino gli stessi opinionisti finiscono per essere ospiti stessi. 

Per non parlare dei temi trattati durante i "talk show": la sensazione è che, una volta esaurita la fortunata bolla del Pratigate con l'affaire Mark Caltagirone, non sia rimasto molto costrutto. D'altro canto è stato il medesimo format di "Live-Non è la D'Urso" ad essere risultato in molti momenti decisamente stantio. L'idea è che ora serva davvero qualcosa di nuovo.



Salerno: aggredita la figlia del tecnico del Pescara Grassadonia


Episodio gravissimo a Salerno in vista della sfida con il Pescara che potrebbe valere la promozione in Serie A del club campano. La figlia 18enne dell'allenatore degli abruzzesi Gianluca Grassadonia (ex Salernitana) è stata aggredita da un gruppo di esagitati come forma di intimidazione. A denunciare l'episodio è stata la moglie di Grassadonia, Annabella Castagna, con un post su Facebook: "Dopo cinque giorni di minacce e insulti dirette alla nostra famiglia, la follia consumatasi questa sera è intollerabile. Nostra figlia, appena diciottenne, e' stata minacciata e aggredita con spintoni e calci affinché il papà capisca...".

E ancora: "Tutto questo per una partita di calcio. Ci auguriamo che questi criminali, ben lontani dall'essere tifosi, vengano identificati al più presto,anche perché questa è la prima volta in cui il bersaglio della violenza è stato un componente della nostra famiglia. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno mostrato solidarietà in queste ore così tristi e concitate, ma ci sembra chiaro, ora più che mai, che la nostra vita continuerà lontano da Salerno. Ci auguriamo che civiltà e rispetto possano divenire prerogativa di tutti".

Immediata la presa di posizione della Salernitana, che attraverso un comunicato ufficiale "stigmatizza e condanna i comportamenti intimidatori ed offensivi messi in atto in queste ore da qualcuno nei confronti dei familiari dell'allenatore del Pescara Calcio, il signor Gianluca Grassadonia. Una partita di calcio, pur se importante e decisiva, resta tale e non può scatenare simili manifestazioni di violenza verbale. Tutto deve restare nell'ambito della vicenda sportiva e sul rettangolo di gioco. Purtroppo, questa è anche la conseguenza di un clima costruito ad arte per generare odio da personaggi di basso calibro che puntualmente pubblicano sul web false notizie. Ci risulta, infatti, da fonti certe che il signor Grassadonia nella sua conferenza stampa non abbia mai fatto alcun riferimento alla Salernitana né parlato della gara in programma lunedì. Purtroppo, mentre l'U.S. Salernitana 1919 compie il suo massimo sforzo per provare a raggiungere uno storico obiettivo e regalare un'immensa gioia ai suoi tifosi c'è ancora chi infanga il nome del club e della città con manovre subdole ispirate da interessi meramente personali".